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Poliziotto ucciso. Lettera di una figlia di un collega ‘tremo ogni volta che papà è a lavoro’

Scusami. Scusatemi tutti resterei in silenzio se solo l’ansia non mi divorasse e le mani non mi tremassero. E’ cosi’ da 16 anni ormai ma oggi tutti i brutti pensieri che mi tormentavano quando ero piccola sono diventati realta’. Poche persone in questo momento si sentono come mi sento io c’e’ chi e’ mortificato chi non fa altro che piangere c’e’ chi ha gia’ dimenticato tutto e chi non li dimentichera’ mai. Io tremo come ogni volta che squilla il telefono di casa quando papa’ e’ a lavoro tremo quando non torna in orario quando parte in anticipo. Tremo per notti intere quando ha il turno serale e per lunghe mattinate date dalle notti insonni. Voi non lo sapete cosa significhi aspettare due minuti al telefono perche’ dall’altra parte nessuno risponde magari era in bagno o a prendere un caffe’ ma i figli delle forze dell’ordine non pensano mai a queste cose. Io sono cresciuta cosi’ . Inizia con queste parole la lettera della figlia 16enne di un collega di Pasquale Apicella anche lui poliziotto al commissariato di Secondigliano.

Mio padre era presente a tutti i compleanni e’ sempre riuscito a dividere lavoro e famiglia ma io avrei voluto che a lavoro non ci tornasse mai – continua – I miei amici lo guardavano sempre pietrificati quando veniva a prendermi a scuola in divisa era l’eroe delle fiabe che tutti ammiravano per me invece era un po’ come la nonna di Cappuccetto Rosso per quanto cercasse di salvare la nipotina il lupo ebbe la meglio su di lei. sempre toccato a me difendere il suo mestiere davanti a quei quattro cretini che mi urlavano ‘Stai zitta tuo padre fa lo sbirro’ Se quella notte avevano dormito tranquilli nel loro letto era grazie agli sbirri. Se i loro genitori avevano ritrovato il portafoglio rubato era grazie agli sbirri. Se non erano morti per droga o alcol o se la zia spaventata era tornata a casa sana e salva era solo grazie agli sbirri . Scusatemi se ancora parlo scrive ancora la ragazza – ma se smettessi probabilmente non ricorderei nemmeno il mio nome. Stanotte e’ morto un poliziotto e’ morto un uomo che lavorava insieme a mio padre. Io non lo conoscevo non avevo mai sentito parlare di lui. So che aveva 37 anni che aveva deciso di tornare a Napoli per la sua famiglia che fino a poco tempo fa lavorava al centralino. So che sua madre non era molto felice quando ha saputo che voleva fare il poliziotto e che la moglie stanotte non riusciva a dormire. So che il bambino di tre mesi non ricordera’ nulla del padre e quello di sei anni non riuscira’ mai a dimenticare i suoi abbracci .

Continua la 16enne So che si chiamava Pasquale e che ha dato la sua vita al lavoro per un misero stipendio a fine mese. Non voglio parlare di soldi per noi i soldi sono solo una presa in giro. Nessuno vuole diventare poliziotto carabiniere finanziere o vigile del fuoco per denaro o fama ma tutti da giovani desideravano cambiare il mondo senza rendersi conto che sarebbe stato il mondo a cambiare loro. Scusami se ancora parlo ma stanotte Pasquale e’ morto. I suoi colleghi non trovano le parole adatte e tu nemmeno ti ricordi come si fa a parlare forse in questa storia sono l’unica che abbia veramente il diritto di dire qualcosa . In quella macchina conclude – poteva esserci mio padre sarebbe sceso ieri sera alle 20 30 e non sarebbe piu’ tornato io avrei sentito giornalisti medici testimoni parlare di lui ma nessuno sapeva cosa stessi passando io non so cosa tu stia passando ma per tutte le volte che ho immaginato succedesse a me quasi riesco a sentire il tuo dolore. Non e’ giusto perche’ io ho 16 anni e ho ancora la speranza di credere al lieto fine perche’ ho 16 anni ed ho ancora l’ingenuita’ di credere in questo paese. Sono arrabbiata ma non so con chi esserlo quasi odio mio padre. Voglio urlare ma nessuno capirebbe le mie grida. Non so se riusciro’ mai a stare tranquilla quando papa’ non e’ a casa Secondigliano mi mette piu’ paura della Siria forse perche’ questa sara’ per sempre la mia guerra stanotte Pasquale l’ha persa.Mi ha ricordato di quanto sia importante abbracciare mio padre prima di scendere guardarlo per avere sempre i suoi occhi dentro i miei. Sono mortificata non smetto di piangere l’ho gia’ dimenticato o non lo dimentichero’ mai Scusami scusatemi tutti .

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