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Poliziotto ucciso, Chianese (ES Polizia): presidente ‘Opera Rom’ non si permetta di fare paragoni

“Affermare che i campi nomadi siano sacche di illegalità in cui spesso si gode di una impunità di fatto non è affatto una generalizzazione, ma la semplice presa d’atto di un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti, con poliziotti, carabinieri e Forze dell’ordine in generale impegnate notte e giorno in una lotta impari che potrà vedere le Istituzioni vittoriose solo se la politica si deciderà ad adottare provvedimenti tempestivi ed efficaci, a partire dalla chiusura dei campi nomadi”.

Così Vincenzo Chianese, Segretario generale di ES Polizia, che aggiunge: “Lungi da noi discriminare etnie, convinzioni politiche o fedi religiose, ma di far sì che lo Stato si riappropri di porzioni di territorio in cui l’illegalità la fa da padrona e di fatto sottratte alla sua sovranità: avrebbe perfettamente ragione Massimo Converso se si limitasse a dire che le Istituzioni devono trovare alternative alla devianza per coloro i quali ci vivono, ma purtroppo è andato ben oltre”!

“È assolutamente inaccettabile – si accalora il sindacalista – che Converso, nel chiedere ai cittadini onesti di non generalizzare, si conceda il lusso di indicare l’Opera Nomadi come esempio da imitare perché “evitò di generalizzare l’accaduto a tutte le forze di polizia” quando, “oltre dieci anni fa – afferma testualmente – nella stessa zona” della tragedia che ha colpito oggi Pasquale, la famiglia e la Polizia di Stato “un agente di polizia uccise un giovane rom del medesimo gruppo”.

“Generalizzi pure, Sig. Converso”, chiosa il Sindacalista: “tutti i poliziotti combattono ogni giorno contro l’illegalità e ci lascia sbigottiti il parallelo tra l’odierna eroica morte di un poliziotto che correva dei ladri divenuti assassini e quella di un abitante dello stesso campo nomadi da cui quegli assassini provenivano che, nel novembre 2012, dopo aver commesso una rapina a mano armata, aveva forzato un posto di blocco della Polizia di Stato ed ingaggiato con essa un conflitto a fuoco”.

“Ci auguriamo – conclude Chianese – che il Sig. Converso sia tempestivo nel rettificare la sua dichiarazione alla stampa e spieghi adeguatamente le sue parole, anche per dimostrare la sua sincerità nel fare le condoglianze ad un uomo dello Stato che mai e in nessun caso avrebbe dovuto  essere accostato ad una persona comprovatamente dedita a gravi delitti quali sono le rapine a mano armata e deceduto dopo aver tentato di uccidere dei poliziotti in servizio”.

Redazione

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