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“Conoscevo Antonio Montinaro, viveva sotto casa mia”. Tony Sperandeo in esclusiva a Forze Armate News

GIOVANNI FALCONE L’IMMORTALE – L’omaggio di Tony Sperandeo in una intervista in esclusiva per Divise Mag di Forze Armate News

Oggi il suo ricordo si fa forte. Il ricordo di Giovanni Falcone, un uomo favoloso che ha vissuto per dare un senso alla parola giustizia e speranza ai giovani. A 28 anni dalla ricorrenza della Strage di Capaci, dove insieme al Magistrato vittima di Cosa nostra in Italia, persero la vita la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, ho avuto il grande onore di poter intervistare Tony Sperandeo, uno dei più grandi attori del nostro cinema italiano che ci invidiano nel mondo, per un suo omaggio speciale al grande Giudice Italiano che ha fatto la storia del nostro paese. Tony Speranedeo non solo è un grande attore Premio David di Donatello nel film “I cento passi”, ma un grande uomo siciliano che durante la 64^Edizione del Taormina Film Festival, commosse tutti noi, con il suo omaggio monologo dedicato a Falcone e Borsellino. 

Maestro Sperandeo che ricordo ha lei del Dottor Falcone?

Ricordo che il 23 maggio del 1992 lui avrebbe dovuto inaugurare la Fiera del Mediterraneo a Palermo, anch’io ero ospite e ci saremmo dovuti incontrare per la prima volta proprio in questo evento, ma purtroppo l’incontro non avvenne. Il mio pensiero in ricordo del Dottor Falcone è di un uomo che rimane immortale nella storia, lui e il Dottor Borsellino rimarranno per sempre nella mente dei cittadini onesti. Speriamo che non si rivoltano nella tomba per tutto quello che sta accadendo attualmente.

Un suo pensiero verso tutti gli appartenenti delle Forze dell’Ordine che svolgono sopratutto il lavoro di scorta?

Io ho tanti amici nelle Forze dell’Ordine, ho fatto diversi film, la maggior parte interpretando il ruolo del mafioso e tutti si ricordano di me più per quei ruoli, ma ho interpretato anche il poliziotto ne “La Squadra”, sono saltato in aria come poliziotto di scorta ad un Magistrato nel film “La Scorta”, ho fatto il Colonnello della Guardia di Finanza e la Guardia Carceraria, ho interpretato molti ruoli in divisa importanti. E posso dire che tutti i ruoli interpretati li ho svolti con dignità. Questi uomini, sono persone che si giocano la vita per portare avanti la famiglia e la gente lo dimentica, li vedono sempre come “i nemici numeri uno”, invece i veri nemici sono altri. Per farle comprendere meglio, le racconto una scena di un mio film, scena di cui ho scritto personalmente la sceneggiatura. Scena di un film dove interpretando il poliziotto, un malvivente uccide un mio collega, con i colleghi lo catturiamo e al malvivente dico esattamente così: “Vedi un poliziotto non può sparare, non può ammazzare, voi uomini d’onore potete sparare e potete ammazzare. Chi è il vero uomo d’onore? Voi mafiosi o noi poliziotti, dimmelo testa di cazzo che non sei altro”. Ed è questo il mio pensiero, essere uomo significa essere persone per bene non mafiosi. Così le ho spiegato il rispetto che nutro per tutti gli appartenenti delle Forze dell’Ordine.

Oltretutto, Montinaro il Capo Scorta del Dottor Falcone, viveva sotto casa mia, sua moglie aveva un negozio di detersivi, ci conoscevamo. Ricordo che di fronte casa nostra c’era un’enoteca e alla sera ci andavamo a bere un prosecco, prima di rientrare a casa. Lo ricordo con tanto affetto.

Quanto è importante coinvolgere i giovani nella lotta alle mafie?

Se sono coinvolti perchè hanno visto la storia e hanno conosciuto attraverso i ricordi o i messaggi uomini come Falcone e Borsellino, allora i giovani prendono soltanto insegnamento. Se invece i giovani si soffermano a vedere quello che sta succedendo nel 2020, questa incapacità dello Stato, inesperienza, persone che fanno uscire dal carcere uomini del 41bis, ecco, se i giovani prendono spunto da queste azioni avranno un cattivo ricordo. I giovani devono portare avanti la memoria di uomini come il Dottor Falcone, il Dottor Borsellino, il Prefetto Dalla Chiesa, tutti i Commissari e appartenenti delle Forze dell’Ordine vittime di mafie e trarne beneficio per un mondo migliore.

L‘inesperienza dello Stato ci ha abbandonati e sta affossando il nostro paese.

Chiudo con una battuta. Il Presidente della Regione Campania si chiama De Luca, il Sindaco di Messina si chiama De Luca, il Sindaco di Palermo si chiama Leoluca, quindi De Luca, De Luca, Leoluca l’Italia è tutta una buca.

Debora Scalzo

Pubblicato da Debora Scalzo

Scrittrice siciliana di adozione milanese. Autrice dei romanzi “Io Resto Così” (Kimerik), volume vincitore del Premio Eccellenza del Cuore 2016, in omaggio alle Vittime in Servizio della Polizia di Stato e "Fuoco Freddo" (Kimerik) seguito finale. Il 24 gennaio 2018, presso il Palazzo delle Federazioni Sportive CONI a Roma, riceve il Premio Nazionale Fiocco Bianco 2017, come personalità nota nel mondo della cultura che si è distinta per la promozione del ruolo della donna, per le pari opportunità loro concesse e contro ogni violenza e discriminazione di genere che esse subiscono. Nota al grande pubblico non solo come Scrittrice sempre in prima linea per le Forze dell’Ordine, ma anche come Autrice Musicale, Sceneggiatrice / Co-Produttrice Cinematografica Ahora Film e Art Director della Casa di Produzione Televisiva Cinematografica Teatrale Aiò Produzioni. L'artista inoltre è entrata ufficialmente nella Nazionale Italiana Artisti Tv. Ideatrice e Direttrice Artistica della Rassegna Parent Love, in sostegno di Parent Project Aps (di cui ne è Madrina e Testimonial Nazionale), presso il Teatro Ambra di Alessandria. Ideatrice e Direttrice Artistica del Concerto Benefico Parent Angel (dedicato a tutti gli appartenenti delle Forze dell'Ordine - Vittime in Servizio) e del Parent Love Summer Festival, presso il Castello di Piovera. Il suo motto di vita: “Chi sogna vive ama crea. Chi sogna può arrivare ovunque”.