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Carrara, ES Polizia: custodia in carcere sia la misura ordinaria per chi aggredisce i rappresentanti dello Stato

“La grande professionalità dimostrata dai colleghi di Carrara nel corso dell’aggressione subita nella notte dello scorso 23 agosto dalle volanti del commissariato viene confermata oggi dalla notizia dell’identificazione dei responsabili, nei cui confronti – dalle prime ore di questa mattina – gli agenti della polizia della questura di Massa Carrara stanno eseguendo misure cautelari emesse dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Massa: rinnoviamo loro solidarietà e congratulazioni”.

Lo dichiara in una nota Vincenzo Chianese, Segretario generale di ES Polizia, che però precisa: “Senza alcun intento polemico e nel pieno rispetto delle decisioni di chi ha letto tutte le carte dell’inchiesta non possiamo però esimerci dal rimarcare come misure debolissime come il semplice obbligo di permanenza nel proprio domicilio, quello di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di firma potrebbero non risultare adeguati a dei fatti così gravi ed inquietanti”.

“Dalle condotte poste in essere quella sera dagli aggressori traspariva la loro chiara convinzione che sarebbero rimasti impuniti – si accalora il sindacalista – tanto da intonare cori che alternavano pesanti insulti al corpo di Polizia ed agli agenti operanti in quel momento a pesanti minacce nei loro confronti, mentre l’intera scena veniva filmata dai telefonini: una sfida diretta e plateale a chi per lavoro mette a rischio la propria incolumità per rappresentare uno Stato spesso troppo distratto”.

“Il fatto che gli autori di oltraggi e sfide allo Stato così sfrontate e plateali non subiscano idonee ed immediate conseguenze neppure dopo la loro identificazione – continua Chianese – alimenterà ulteriormente la diffusa sensazione di impunità per chi aggredisce donne ed uomini che tutelano giorno e notte le istituzioni e la comunità, nella quale parallelamente aumenterà la percezione di insicurezza: due conseguenze da evitare cambiando urgentemente una normativa inadeguata”.

“A nostro avviso la custodia cautelare in carcere per chi viene individuato con certezza come autore di aggressioni violente nei confronti degli operatori delle forze di polizia in servizio dovrebbe essere la misura cautelare ordinaria, un po’ come avviene per altri reati, come rapine ed estorsioni, che l’ordinamento considera di particolare allarme sociale – conclude Chianese: se ciò non accadrà lo Stato apparirà imbelle agli occhi di persone come gli autori dei fatti di Carrara e le conseguenze le pagheranno l’intera comunità, ma soprattutto donne ed uomini in divisa. Noi non lo accettiamo”. 

Redazione

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